La promessa tradita: Salvini e la legge Fornero, quindici anni di illusioni politiche

 

Per oltre quindici anni Matteo Salvini ha promesso in ogni comizio l’abolizione della legge Fornero. Oggi quella legge non solo è ancora in vigore, ma è stata perfino peggiorata dal suo stesso governo. Un’analisi etica e politica di una promessa tradita.

Un film già visto: le promesse elettorali di Matteo Salvini

Ci sono frasi che restano impresse nella memoria collettiva.

Tra queste, una delle più ripetute negli ultimi quindici anni è senza dubbio quella pronunciata più e più volte da Matteo Salvini durante i suoi comizi elettorali: “Quando saremo al governo, cancelleremo la legge Fornero!”.

Una promessa semplice, diretta, populista quanto basta per arrivare al cuore (e alla pancia) di milioni di italiani esasperati da una delle riforme previdenziali più impopolari della storia repubblicana. Una promessa fatta davanti alle piazze, alle telecamere, nei talk show e persino nei manifesti elettorali.

Eppure, a distanza di oltre quindici anni di campagne elettorali, governi e alleanze politiche, la realtà è rimasta sempre la stessa: la legge Fornero non è stata abolita. Anzi, è ancora lì, con le sue rigidità e i suoi effetti duri per migliaia di lavoratori costretti a lavorare ben oltre l’età che avevano pianificato.

Dal dire al non fare: la contraddizione del potere

La storia politica recente di Salvini è un manuale vivente di promesse non mantenute.

Entrato in più governi — prima con il Movimento 5 Stelle, poi con Fratelli d’Italia e Forza Italia — ha avuto diverse occasioni concrete per agire.

Eppure, l’unico risultato tangibile è stato l’introduzione temporanea di Quota 100, misura che ha avuto vita breve e che in realtà non ha mai rappresentato una vera abolizione della legge Fornero, ma solo un correttivo parziale e limitato nel tempo.

Oggi, con l’attuale governo di cui Salvini è vicepremier e ministro delle Infrastrutture, la situazione è addirittura peggiorata: le nuove norme pensionistiche hanno reso ancora più rigido l’accesso alla pensione anticipata, con penalizzazioni economiche e nuove soglie di età.

Insomma, non solo la promessa non è stata mantenuta, ma il problema è stato aggravato.

Questo ci porta a una domanda inevitabile: quando un politico promette consapevolmente qualcosa che sa di non poter realizzare, non sta forse mentendo sapendo di mentire?

L’etica smarrita della politica

L’episodio delle promesse sull’abolizione della legge Fornero è uno dei tanti esempi di come la politica italiana abbia perso il suo ancoraggio etico.

Promettere ciò che non si ha la minima intenzione (o possibilità) di fare non è solo una mancanza di rispetto nei confronti dell’elettore: è un vero e proprio tradimento del principio democratico della fiducia.

L’etica pubblica dovrebbe basarsi sulla responsabilità della parola data.

Chi governa deve sapere che ogni promessa pronunciata in piazza o in TV diventa un patto morale con il cittadino.

E quando quel patto viene tradito, si mina la credibilità non solo di un singolo leader, ma dell’intero sistema politico.

Il paradosso dell’elettorato: credere ancora dopo tante delusioni

Ma ciò che lascia davvero sgomenti è la persistente fiducia che una parte dell’elettorato continua a riporre in chi ha più volte deluso le aspettative.

Nonostante le evidenze, i video, le dichiarazioni pubbliche e gli anni trascorsi senza risultati, ci sono ancora italiani che credono alle parole di chi li ha già ingannati.

Questo fenomeno non è solo politico, ma anche psicologico e culturale.

È il frutto di un sistema mediatico che amplifica la propaganda e di una scarsa memoria collettiva che cancella le promesse mancate dopo ogni campagna elettorale.

Eppure, per cambiare davvero il Paese, serve proprio il contrario: memoria, consapevolezza e spirito critico.

Una riflessione finale per il futuro

La storia delle promesse sull’abolizione della legge Fornero non è solo la storia di un politico che ha mentito, ma anche la storia di un popolo che, troppo spesso, accetta di essere preso in giro.

Non possiamo più permetterci di credere a chi vive di slogan, a chi promette tutto a tutti e poi non realizza nulla.

Alle prossime elezioni, il popolo italiano dovrà dimostrare di aver finalmente acquisito consapevolezza della classe politica che ci governa.

Solo un elettorato informato, libero e capace di ricordare può spezzare il ciclo infinito delle promesse non mantenute.

E forse allora, finalmente, potremo dire di aver cancellato — non la legge Fornero — ma la legge del disincanto che da troppo tempo domina la nostra politica.

 

 

Il presente articolo è stato scritto nel pieno esercizio della libertà di pensiero e di espressione garantita dall’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana, che recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

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